Morigerati

Il comune di Morigerati e la sua frazione Sicilì, sono situati in una zona collinare nel Cilento, ad una decina di km dalle coste del Golfo di Policastro. Il comune, di appena 800 abitanti, è noto per le oasi del WWF, ove si trova la risorgenza del fiume Bussento presso le grotte dell'oasi.

Le origini di Morigerati si perdono nella notte dei tempi; il primo nucleo dell’abitato potrebbe essere riconducibile ad un villaggio fondato dalla popolazione italica dei Morgeti, poi diventato una piccola colonia romana come testimoniano i ruderi in località Romanuru.

L’origine dell’attuale borgo si fa risalire ad un insediamento di monaci Basiliani provenienti dalla Grecia e arrivati nel sud della penisola italiana in seguito alle persecuzioni iconoclaste. I monaci Basiliani si ribellarono al divieto e per sfuggire alle persecuzioni lasciarono la Grecia per rifugiarsi nell’Italia meridionale, privilegiando luoghi appartati e sicuri, adatti alla contemplazione e alla meditazione.

I numerosi toponomi grecofoni, la venerazione dell’icona San Demetrio, tutt’ora custodita nella chiesa di Morigerati, la celebrazione del rito ortodosso attestato almeno fino al 1697 e persino la gastronomia (le zeppole scaurate, dall’impasto cotto, fritto e poi cosparso di miele) rimandano ad un mondo greco-orientale.

Saranno i Normanni a togliere queste terre ai Basiliani, poi gli Angioini le concessero in feudo ai potenti Sanseverino. Successivamente, per vicende matrimoniali, passarono a Matteo Comite di Salerno per poi essere vendute ai Di Stefano che nel XV secolo fecero costruire il palazzo baronale dove tutt’ora vive una discendente della famiglia.

L’isolamento dalle grandi vie di comunicazione e la conseguente marginalità della zona ha provocato, dalla fine dell’800, una forte emigrazione verso le Americhe, in particolare verso il Brasile proseguita per gran parte del ’900 verso l’Europa e le grandi città italiane.

Come per vaste aree interne del Cilento, l’isolamento ha giocato a favore della conservazione sia della natura che di un mondo ricchissimo dei valori rurali del passato, al quale tutti oggi guardiamo con sempre maggiore interesse.
Oggi la graziosa cittadina offre un caratteristico centro storico, in cui stradine acciottolate si alternano a cortili impreziositi da splendidi portali.

La vita quotidiana di queste vallate è documentata nel museo Etnografico della Cultura Contadina di Morigerati che raccoglie oltre 1000 tra utensili e attrezzi per l’agricoltura e per la pastorizia, per la lavorazione del ferro e del legno, per la tessitura delle fibre tessili, nonché paramenti sacri e libri delle messe. Il museo dispone, inoltre, di una sala destinata alle esposizioni fotografiche e per la fruizione dei materiali audiovisivi d’archivio.